Perché i piccoli commercianti falliscono?

Ma perché ci sono aziende che chiudono e aziende nello stesso settore fanno grandi numeri?

“Non comprare su Amazon, sostieni i piccoli commercianti”.  “Non comprare online, aiuta i padri di famiglia. “Il 75% delle Partite IVA vengono chiuse dopo 3 anni!”. quante volte abbiamo visto in giro e sul web annunci del genere?  Sinceramente mi hanno stancato e ora ti spiego il motivo.

Queste richieste di “aiuto”, diciamocelo, sono un po’ patetiche.
Le piccole aziende (tutte le aziende) non dovrebbero elemosinare clienti, ma guadagnarseli. Come? FACENDO MARKETING.

Marketing, questo sconosciuto. Quando la maggior parte delle persone sente questo termine, pensa alle grandi aziende multinazionali con investimenti a tanti zeri.

Se hai una piccola azienda e non sai cosa è il marketing (o lo conosci in parte), ti consiglio di continuare a leggere…

Come ho riportato prima, spesso il marketing viene associato alle grandi aziende che si possono permettere di spendere grandi cifre in pubblicità, ma questo è vero solo in parte.

Ci sono infatti tante grandi aziende che chiudono i battenti e tantissime piccole attività che crescono, questo vuol dire che c’è spazio per tutti e che a volte basta poco per ottenere risultati importanti.

Anche nel nostro settore, quello del marketing vero e proprio, chiudono quasi 1000 aziende l’anno ma nonostante tutto noi cresciamo. Non lo dico per vantarmi, ma per farti capire che in ogni settore c’è chi chiude e chi prolifera.

C’è stato un tempo in cui anche io mi lamentavo di come andavano le cose senza fare nulla, poi ho iniziato a studiare e ad applicare le giuste strategie e con il tempo sono arrivati i risultati.

Per darti un’idea, ti faccio un esempio: nel piccolo paese dove vivo c’è una macelleria specializzata esclusivamente nella lavorazione della carne di bufala. Questa minuscola macelleria fa numeri incredibili ed è costretta a chiudere 2 giorni a settimana perché non riesce a stare dietro a tutti gli ordini che riceve.
Nello stesso piccolo paese ci sono poi altre macellerie che invece arrancano e soffrono la crisi.

Ti faccio un altro esempio. Sempre nella piccola località in cui vivo, ho co-fondato PianetaOutlet, un’azienda che vende calzature online tramite un e-commerce. Potevamo iniziare a lamentarci della crisi del mercato delle scarpe, della concorrenza agguerrita di Amazon, ma ci siamo rimboccati le maniche.
Invece di combattere Amazon lo abbiamo “sfruttato” vendendo i nostri prodotti nel suo marketplace fatturando qualche milione di euro. Certo, bisogna saper individuare i prodotti giusti, applicare le strategie adatte e, perché no, dare uno sguardo anche al mercato estero.

Con Ultra Marketing (la nostra accademia di formazione, abbiamo portato casi studio reali e documentati dai diretti interessati, alcuni di questi sono piccoli negozi di abbigliamento  in paesi con 30.000 abitanti che hanno guadagnato 10.000 euro in un solo giorno; centri estetici in borghi di meno di 1000 abitanti dove lavorano 8 persone; autoricambi che organizzando Openday fidelizzano clienti che ritornano da loro ogni mese; aziende edili che ottengono 200 contatti qualificati partecipando ad una piccola fiera di settore.

E’ vero che c’è Amazon (che sta anche introducendo ora anche il pagamento a rate), è vero che esistono grandi catene in diversi settori, ma questo non vuol dire che non si può avere successo con la propria attività, anche se piccola.  Bisogna valutare molti aspetti e se vuoi sapere perché molte aziende chiudono ti rimando a questo articolo.

Ti do un altro consiglio: non insistere se non stai ottenendo risultati. Fermati e fai un’analisi della tua azienda, dei costi, vedi se c’è margine. Se  non va, chiudi e cambia attività.  So che è difficile e che starai pensando “io so fare solo questo”, ma credimi è solo una pericolosa scusa.

Quando qualcosa non funziona, meglio cambiare, meglio reinventarsi.

Kiyosaki diceva: “se vedi che la fossa che stai scavando è la tua, smetti almeno di scavare”.

Ad esempio, se hai un ristorante che ti porta più costi che guadagni, potresti affittare metà del locale e tenere solo la cucina per farne una dark kitchen, ovvero un locale cucina che prepara cibi da asporto per le piattaforme di consegna a domicilio (Just Eat, Deliveroo, ecc.).

Non sei convinto? Per avere un’idea di come si stanno evolvendo le cose nel settore della ristorazione, dai un’occhiata a questo video.

L’ultimo suggerimento che posso darti è quello di investire su te stesso.
Frequenta corsi di marketing e di crescita personale, solo cosi puoi fare davvero la differenza.
Anche perché, solo il 5% delle aziende in Italia si preoccupa della formazione del proprio staff e questo ti darebbe un grande vantaggio competitivo 🙂

Ci vediamo al prossimo post.

Carmine Grassio

L’importanza dell’abito…

L’armonia è quell’ordine interiore che una persona esprime.
Ti racconto una storia che mi è capitata.
Mi trovavo a Tivoli all’inizio della mia carriera di venditore, accompagnato da un collega.
All’epoca vendevo un ABBONAMENTO con FIDELITY CARD chiamato “Millionaire” che divenne poi anche una nota rivista.
Ci recammo assieme puntuali all’appuntamento preparandoci il testo da “recitare” al meglio, per farci percepire come professionisti esperti.
Avevamo provato più volte gli argomenti da trattare e tutto sembrava perfetto.
Con tanta motivazione e speranza citofonammo e la persona con cui avevamo appuntamento ci invita ad entrare.
Iniziammo a parlare, creando una cordiale atmosfera colloquiale e scoprimmo che anche il potenziale cliente era appassionato di sport, viaggi ed altri interessi comuni anche a noi due venditori.
Immagina quindi quanto fosse piacevole la conversazione su queste tematiche.
Arrivati al dunque, spiegammo il motivo per cui eravamo lì: eravamo stati “consigliati” da un amico che aveva già acquistato la nostra FIDELITY CARD, il quale ci teneva particolarmente che conoscessimo questa persona.
Tutto andò per il meglio tanto che effettivamente alla fine il cliente acquistò la nostra card.
Il motivo per cui racconto questo aneddoto è semplice ma interessante.
Considera che colui che mi affiancò quel giorno era una persona che lavorava all’interno di quell’azienda da molti più anni rispetto a me.
Era molto preparato, un professionista e soprattutto un grande comunicatore, ma mancò di un particolare che si rivelò fondamentale: non era vestito in modo professionalmente adeguato alla situazione.
Indossava jeans, scarpe da Ginnastica, un maglione e una camicia.
Tutto sommato non era male, però contrastava con il mio abbigliamento più formale in giacca e cravatta.

Il cliente ha rivolto la parola per oltre l’80% dell’incontro a me, perché inconsciamente pensava fossi io il “responsabile”, solo perché avevo un abbigliamento più professionale.
La morale, come più volte mi capita di sottolineare nel corso delle mie consulenze è che: piaccia o no, il vestito (l’abito) ci rende più attraenti e autorevoli, in qualsiasi fase commerciale.
Ricorda: “l’uomo all’entrata è giudicato per i suoi vestiti e all’uscita per il suo intelletto”.
Buona giornata e al prossimo post! : )
Antonello